«...E adesso bambini, correte così progettiamo la lunghezza del corridoio! Lei, signora, quali colori preferisce per il trucco? Troverò la finestra migliore per darle luce al viso. E infine lei, uomo di casa, mi racconti quanto è pigro e posizioneremo le poltrone al punto giusto!» Potrebbe sembrare una caricatura, ma ogni volta che penso alla progettazione di una casa mi sorprendo a immaginare una scena del genere. Non ho mai incontrato un architetto che, centimetro alla mano, prenda davvero le misure delle persone che abiteranno una casa. Eppure l'architettura nasce proprio lì: nell'incontro tra spazio e corpo umano. Alcuni amici, studenti di architettura, mi raccontarono che durante le prime lezioni dovevano imparare a usare il proprio corpo come unità di misura: un dito, un palmo, un passo, l'apertura delle braccia. Un esercizio intelligente. Ma ogni volta mi viene da pensare che la misura più importante non sia quella dell'architetto. È quella di chi vivrà la casa. ...