Se gli aquilotti potessero parlare, direbbero che di punto in bianco una casa è spuntata come un fungo, come di quelli velenosi cui la natura ha donato bellezza. Una casa col tetto rosso spinto a salmone che forse nessuno sceglierebbe nei cataloghi delle tegole. Il soprintendente piuttosto si farebbe incarcerare anziché autorizzare un tegolame così vivace. Invece quello lì è il tetto più bello del panorama. La casa è un'amanita col gambo snello, a padiglione, che pare un ombrello tirato ai quattro pizzi. E siccome un fungo si distingue per ondulanti originalità, il cornicione di questa casa si è fatto un po' frastagliato lasciando spazio ad alcuni abbaini che saltellano come una gonna in giravolta. Riguardo al gambo dell'abitazione, è un insieme di tavole che non hanno una tessitura regolare, si ispirano più a un cesto intrecciato che a un rigoroso schema di carpenteria. E chi lo ha pitturato non deve aver avuto una mano costante, deve essere il classico svogliato che presa...
La finestra è un vuoto che resta sospeso, trattenuto dentro mura massicce. Nella casa antica, quella semplice, non veniva da uno studio di prospetto. Le aperture erano sparse secondo necessità e quelle del piano di sopra con quelle del piano di sotto non facevano rima… e forse per questo conservano la loro poesia. Le finestre delle case antiche erano piccole nelle zone di montagna e nelle aree interne, perché dovevano lasciare entrare soltanto la luce necessaria e quel poco d’aria sufficiente a rendere abitabile una stanza senza disperdere il calore. Non erano un quadro del panorama: i contadini e i pastori il paesaggio non lo guardavano da dentro, lo abitavano. E in un certo senso ne erano parte, come le pietre e gli alberi. La nostra epoca è diversa. Abitiamo soprattutto l’interno. Per questo chiediamo alle finestre di fare molto più di quanto abbiano mai fatto: le trasformiamo in superfici di vetro che assottigliano il confine tra casa e contesto, quasi volessimo abolire la separazi...