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La finestra

La finestra è un vuoto che resta sospeso, trattenuto dentro mura massicce. Nella casa antica, quella semplice, non veniva da uno studio di prospetto. Le aperture erano sparse secondo necessità e quelle del piano di sopra con quelle del piano di sotto non facevano rima… e forse per questo conservano la loro poesia. Le finestre delle case antiche erano piccole nelle zone di montagna e nelle aree interne, perché dovevano lasciare entrare soltanto la luce necessaria e quel poco d’aria sufficiente a rendere abitabile una stanza senza disperdere il calore. Non erano un quadro del panorama: i contadini e i pastori il paesaggio non lo guardavano da dentro, lo abitavano. E in un certo senso ne erano parte, come le pietre e gli alberi. La nostra epoca è diversa. Abitiamo soprattutto l’interno. Per questo chiediamo alle finestre di fare molto più di quanto abbiano mai fatto: le trasformiamo in superfici di vetro che assottigliano il confine tra casa e contesto, quasi volessimo abolire la separazi...
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Progettare una casa è...scrivere un romanzo

«...E adesso bambini, correte così progettiamo la lunghezza del corridoio! Lei, signora, quali colori preferisce per il trucco? Troverò la finestra migliore per darle luce al viso. E infine lei, uomo di casa, mi racconti quanto è pigro e posizioneremo le poltrone al punto giusto!» Potrebbe sembrare una caricatura, ma ogni volta che penso alla progettazione di una casa mi sorprendo a immaginare una scena del genere. Non ho mai incontrato un architetto che, centimetro alla mano, prenda davvero le misure delle persone che abiteranno una casa. Eppure l'architettura nasce proprio lì: nell'incontro tra spazio e corpo umano. Alcuni amici, studenti di architettura, mi raccontarono che durante le prime lezioni dovevano imparare a usare il proprio corpo come unità di misura: un dito, un palmo, un passo, l'apertura delle braccia. Un esercizio intelligente. Ma ogni volta mi viene da pensare che la misura più importante non sia quella dell'architetto. È quella di chi vivrà la casa. ...

Dentro o fuori?

Ci sono serate all'aperto che restano indimenticabili. Piccoli chiostri in cui tutto sembra accordato con misura: luci basse, suoni al filo, pietra ruvida e foglie che luccicano, aria leggera, buio percettibile, qualche coriandolo di stelle. Serate così sanno regalarle anche i terrazzi più semplici, dove non c'è altro che una coppia di sedie o un dondolo. E se il segreto di questi luoghi a qualcuno sfuggisse, vale la pena provare a coglierne l'essenza. Il terrazzo, il giardino, il cortile, perfino un fazzoletto di terra strappato al bosco sono una ricchezza per la casa, ma non un suo territorio di conquista. Il loro valore non sta nella possibilità di trasferirvi il soggiorno, bensì nel custodire un rapporto con qualcosa che resta, almeno in parte, indipendente da noi. Per questo l'esterno non è un lusso dell'abitare. È la parte della casa più esposta al mondo e, proprio per questo, la più capace di dirci come abitarlo. Non ogni spazio aperto possiede questa qualità...

Architettura a prova di bambino: se il gioco si fa duro, la casa inizia a parlare

Se volete davvero sapere se una casa funziona, dimenticate i manuali: chiamate un bambino! I giochi dei ragazzini sono l'analisi più onesta e collaudante che esista. Sono la sintesi brutale di un’architettura: o è funzionale alla felicità  o è un intralcio! Ecco come trasformare un pomeriggio di caos in un raffinato audit architettonico.

La casa e la terra

Il paesaggio ci appare così solido, così definitivo, da renderne difficile persino l’idea che possa cambiare davanti ai nostri occhi. Le ere geologiche hanno scolpito pianure, colline e montagne come se fossero eterne. Attraversandole, impariamo a riconoscere le linee d’orizzonte come segni familiari, parte di ciò che siamo. Eppure basta camminare dopo una pioggia per accorgersi che la terra si lascia modellare. Cede sotto il passo, muta con l’acqua, si trasforma. Lo stesso accade sotto le case: il suolo si compatta, si assesta, spinge. Talvolta la casa che sembrava sicura si muove, scende di qualche centimetro. Poco, forse, ma abbastanza da incrinare il nostro senso di stabilità. È allora che scopriamo come anche ciò che crediamo più solido - un muro, una fondazione - non sia altro che un compromesso temporaneo tra gravità e fiducia . In natura esiste una leggerezza che l’uomo fatica a imitare: il nido non affonda, la ragnatela non frana, la galleria della talpa non spezza la terra. ...

Abitare "rotondo"

Elia, a tre anni, mi ha detto: "La nostra casa non può essere rotonda sennò ci vengono ad abitare gli animali!" Mi viene da osservare che gli animali vivono in case tondeggianti. Intendo gli animali liberi, quelli che possono scegliere come organizzarsi. Il nido degli uccelli è rotondo. La ragnatela è un disco di filo. Lo scoiattolo vive allegro nelle cavità circolari dei tronchi. Il pipistrello si appende, rilassato, in gole di grotte panciute. La volpe scava tane rotonde. Ma pure la tartaruga e la lumaca vivono nei loro gusci sferoidali. Non riesco a pensare a nemmeno un animale che vive in un rifugio squadrato! È veramente difficile, se non impossibile, trovare qualcosa che somigli alla casa di un uomo. L'essere umano, pratico e razionale, ha compreso che poteva risolvere tanti problemi realizzando case ben squadrate. Poteva collocare meglio mobili e finestre ma poteva anche progettare con più facilità e semplificare i disegni di cantiere da affidare alle maestranze. ...

Carta dell'abitare

Ho progettato la mia casa. L'ho costruita. Continuo a lavorarla mentre ci vivo già. La mia casa è un abaco di calcoli, una riga di misure, una gomma di errori. Sebbene vi fosse un progetto ricco di dettagli, è venuto tutto su guidato da intuizioni istantanee e  compromessi inevitabili. Abitare non è come usare un prodotto confezionato ma è vivere con pazienza la fase della novità, il rodaggio di ogni componente, la comprensione di ogni aspetto per il quale si esclama "...c'avessi pensato prima!" Perché, come si dice: per fare una casa perfetta bisogna costruirla due volte. Dunque, questa pagina è un piccolo manuale d'uso più affettivo che tecnico. Una raccolta di promemoria che può servire ad ognuno per vivere bene dentro una casa vera, fatta di realtà e di sogni, di materia e di anima. 1. La casa non è un oggetto, è un carattere La casa non è un prodotto finito da usare, è una creatura viva da comprendere. Ha le sue stranezze, le sue abitudini, le sue piccole rig...